“Nel nome di Margherita” Cento anni dopo (1926–2026) dal 17 aprile al 5 dicembre 2026

 

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“Nel nome di Margherita”
Cento anni dopo (1926–2026)
dal 17 aprile al 5 dicembre 2026
Direzione artistica Antonetta Carrabs Ettore Radice

Il Parco letterario Regina Margherita e Parco Valle Lambro, La Casa della Poesia di Monza, le associazioni Mnemosyne e Monza Regale presentano una rassegna (conferenze, rappresentazioni teatrali, concerti, letture sceniche) volta a far conoscere la figura storica di Margherita di Savoia, in occasione del 100°anniversario della morte. Prima regina d’Italia: amava la poesia, la letteratura, la musica, con la passione per le auto, i cavalli, il cinema e la montagna (fu la prima donna a scalare il Monte Rosa, una delle più alte vette delle Alpi).

 La rassegna è sostenuta dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza 

Con la reggia monzese la regina Margherita di Savoia stabilì da subito un legame profondo. Insieme al re Umberto I vi soggiornò sempre volentieri, ogni anno tra giugno e ottobre sino al 1900. Margherita rinnovò profondamente la vita della corte sabauda a Roma come a Monza, aprendola alla mondanità e alla cultura. Margherita amava la cultura e si dilettò nella musica. Si circondò di poeti, intellettuali e artisti che trovarono in lei una fonte di ispirazione e un modello di grazia ed eleganza.


Il circolo culturale di Margherita di Savoia era aperto alle menti illuminate senza riguardo al ceto, per questo motivo fu molto apprezzata dai poeti. Frequentarono il suo circolo nomi come Marco Minghetti, suo fidato amico oltre che per due volte presidente del Consiglio, lo storico Ferdinand Gregorovius, il filologo e antesignano dei giornalisti Ruggiero Bonghi, Emilio Broglio, politico e giornalista che affidò ad Alessandro Manzoni la Commissione che decise sulla lingua da adottare dopo l’unità d’Italia, il barone archeologo Giovanni Barracco, la cui collezione privata è oggi il Museo Barracco a Roma. Non c’è da stupirsi, quindi, se anche un poeta considerato antimonarchico come Giosuè Carducci non seppe resistere all’Eterno femminino regale: quel “pasticcio da obnubilamento piccolo-borghese tra erotico e politico-ideale”, dove si legge che la regina “si muove e cammina musicalmente con certe pause wagneriane” e che gli valse la feroce definizione “di gonne regali umil lecchino”.

Margherita era stata educata alla musica, ascoltava e faceva musica a Roma con Giovanni Sgambati che fonderà poi con il suo appoggio il Conservatorio di Santa Cecilia, le insegnava la musica come anche altri musicisti del tempo. Per sé e per i suoi ospiti fece allestire una Sala da Musica al Quirinale: qui suonava il suo quintetto di corte che dal 1893 si chiamò, per Regio Decreto, Quintetto della Corte di S. M. la Regina; amò soprattutto le opere di Beethoven e volle che fossero eseguite, in ordine cronologico, tutte le composizioni del genere detto musica da camera. Era una grande ammiratrice di Lorenzo Perosi e del suo lavoro, contribuendo alla sua carriera e promuovendo la sua musica sacra.


A Monza, nella residenza reale, fu realizzata dall’unione di due sale una splendida biblioteca in mogano. L’ambiente era uno dei più cari alla regina. In una lettera del 6 luglio 1882 la regina scrive: “Qui a Monza facciamo vita tranquilla, studio, vado molto in giardino, molto a cavallo. Seguito ad occuparmi di studi danteschi, che sono la mia passione nascosta, poi ho intrapreso Mommsen, che trovo bello e non così pesante quanto detto di essere

Venerdì 17 aprile ore 21.00 Teatro di Corte – Villa Reale.
“MARGHERITA, ragione e sentimento”
Drammaturgia e regia di Luisa Gay
Margherita di Savoia, Regina madre, rammenta la sua vita fatta di luci e di ombre, non solo quella tragica dell’uccisione di Re Umberto. Colta, non solo bella, più lucida e spregiudicata di quanto la narrazione ufficiale recitasse. Non perse mai l’equilibrio tra i doveri del suo ruolo, le sue passioni…e, gli inevitabili gossip sul suo matrimonio
Nella drammaturgia monologhi e dialoghi si alternano come in un’opera lirica.
Cinque attori agiscono: una Margherita anziana, una Margherita giovane/ adulta, un Vittorio Emanuele II preoccupato del suo regno appena formato, un Umberto pensoso, una bellissima Eugenia Litta, e il cortese barone Peccoz, fedele amico di Margherita. Con Daniela Ciampolini, Margherita anziana; Bianca Serfilippi, Margherita giovane; Rachele Borzi, Eugenia Litta; Bruno Santamaria, Vittorio Emanuele II; Umberto Nicolò Simonini; Filippo Abbiati Barone Peccoz.

Sabato 18 ore 18,30 Salone D’Onore – Villa Reale
“ Cara Maestà… Caro Amico…”
Carteggio tra Margherita di Savoia e Marco Minghetti
Concerto letterario
La corrispondenza tra la Regina Margherita e lo statista Marco Minghetti (1882 – 1886), interrotta per la morte di quest’ultimo, offrono un ritratto psicologico della
Regina, mostrando i suoi gusti, interessi culturali e le sue opinioni.
La lettura scenica sarà inframmezzata dalle romanze da salotto di Francesco Paolo Tosti (1846 – 1916), maestro di canto della futura Regina Margherita negli anni ’70 dell’Ottocento. Drammaturgia di Antonetta Carrabs
Voci narranti: Antonetta Carrabs, Michele Fierro, Iride Enza Funari, Silvia Messa
Mezzo soprano: Magdalena Aparta
Viola da gamba: Alessia Travaglini; Tiorba: Alessandro Goffiantini Il Concerto
letterario verrà preceduto e concluso da danze ottocentesche della Società di Danza Monza e Brianza

Domenica 19 ore 17.00 Sala Maddalena, via S. Maddalena 7
“Musiche di corte per Margherita”
Concerto sulle musiche di Giovanni Sgambati (1841- 1914) e Giuseppe Martucci (1856 -1909)
Sostenitrice delle arti, la Regina scelse questi due compositori come figure di riferimento per trasformare la Corte in un luogo d’avanguardia culturale.
Sgambati fu il prediletto, scelto come suo maestro di pianoforte e guida del prestigioso Quintetto della Regina. In Martucci Margherita vedeva l’anima nobile e
sinfonica della nuova Italia. Introduce Ettore Radice
Violoncello: Isabella Veggiotti; Pianoforte: Alberto Veggiotti In collaborazione con Amici della Musica di Monza

MAGGIO
Sabato 9 ore 18,30 Sala Maddalena, via S. Maddalena 7
“La democrazia in Italia: tra la Crisi di fine secolo e l’avvento del fascismo”
Conferenza con lettura di testimonianze storiche
La Regina Margherita, convinta sostenitrice di una svolta autoritaria nell’Italia di fine Ottocento, sostenne apertamente la linea dura contro i moti del 1898, repressi nel sangue a Milano dal generale Bava Beccaris. A Monza, il 7 maggio 1898, vennero uccisi dai soldati sette cittadini inermi, tra cui una donna e un ragazzo di 14 anni.
Nel 1922, Margherita guardò con benevolenza alla Marcia su Roma. Introduce Ettore Radice Interviene Edoardo Bressan docente di storia Contemporanea Università di Macerata. Letture a cura di Gloria De Remigis e Marco Vimercati

Domenica 24 Roseto – Villa Reale
“LA BELLA DI MONZA” XI edizione
Per Margherita, la rosa non fu solo un ornamento, ma un vero e proprio linguaggio dell’anima. Se il suo nome richiamava la semplicità del prato, la sua figura pubblica
trovò nella rosa l’emblema perfetto per rappresentare la nuova nazione: elegante, fiera e profondamente radicata nel territorio.
ore 17.30 Roseto N. Fumagalli
Visita guidata con il Maestro Giardiniere Carlo Pagani. Presentazione della rosa dedicata alla Regina Margherita

ore 18.30 Salone d’Onore
Danze a corte per Margherita con le letture delle più belle poesie a lei dedicate da Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli e Ada Negri. Conferenza del Maestro Carlo Pagani “L’uomo e la rosa, una lunga storia d’amore. Introduce Elisabetta Motta.

GIUGNO
Domenica 28 ore 17,30 Giardini Reali – Villa Reale
“Sotto il cielo di Margherita”
Passeggiata poetica e musicale
La Regina Margherita era l’anima estetica della Villa. Fu lei a volere che i Giardini fossero costantemente fioriti. Sembra che conoscesse ogni varietà piantata e che
parlasse ai fiori come a vecchi amici. Si racconta che la sera del regicidio, Margherita avesse avvertito un gelo improvviso nel giardino, nonostante fosse piena estate.
Drammaturgia: Ettore Radice
Voci narranti: Gloria De Remigis, Marco Vimercati e Sonia Multari
Flauto traverso: Lorenzo Gavanna

SETTEMBRE
Domenica 27 ore 18.00 Portico Ospedale Umberto I poi San Gerardo, via Solferino
Un Re, una Regina, un OspedaleLettura scenica
L’inaugurazione dell’Ospedale Umberto I, la mattina del 21 novembre 1896, non fu un semplice taglio del nastro. Fu il culmine di un sogno collettivo. Prima di quel momento, la cura dei malati era affidata a strutture ormai insufficienti per la crescente popolazione monzese. Fu costruito grazie ad una donazione (500 mila lire) di Re Umberto I desiderando una “prova duratura del suo affetto verso la Città di Monza“, seguita poi dalle donazioni dei grandi industriali monzesi. Introduzione di Vittorio Sironi Università di Milano Bicocca. Testo di Antonetta Carrabs

OTTOBRE
Domenica ottobre ore 16,30 Sala Maddalena, via S. Maddalena 7
“Margherita di Savoia tra il rombo dei motori e l’incanto del cinematografo”
L’anima moderna di una Regina, pioniera dell’automobilismo in Italia, e una delle prime figure istituzionali immortalata dalla “settima arte”. Margherita scelse di abbandonare le carrozze per l’automobile. Fondatrice del Ladies’s Automobile Club, vide nell’automobile il simbolo del nuovo secolo che avanzava. Fu una delle prime donne a ottenere la patente. Ne aveva 13 di auto, tutte battezzate con nomi di uccelli: Palombella (la famosa Itala 35/45 HP del 1909), lo Sparviero, il Falchetto, il Condor (trasformabile in camion e torpedo), il Cigno (che diventava omnibus), il Passero. I suoi garage erano arredati come fossero showroom, con vetrate, stampe alle pareti, piastrelle lucidissime. Mentre il mondo scopriva la magia delle immagini in movimento, Margherita ne intuì immediatamente la potenza comunicativa. Si fece riprendere in uno dei primi film girati in Italia, nel 1896, da Vittorio Calcina inviato dai fratelli Lumiere, mentre usciva dalla Villa Reale con il marito Re Umberto I.
Introduce Ettore Radice
Intervengono: Luigi Ubezio Presidente Monza Auto Moto Storiche Giuseppe Rausa Storico del Cinema. Con il patrocinio di ACI Milano

NOVEMBRE
Domenica 8 ore 16,30 Teatro Binario 7 Sala Picasso, via Turati 8
“Sotto gli occhi della Regina. La Tosca di Puccini che sfidò la paura”
Rappresentazione scenica
La prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini, alla presenza della Regina Margherita, il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma, un’opera intensa e travolgente che avrebbe cambiato per sempre il volto del melodramma, fu segnato da alta tensione per il timore di attentati anarchici. Nonostante l’atmosfera nervosa e i dubbi della critica, l'opera ottenne un grande successo. Il Maestro Puccini ebbe l’occasione di incontrare la Sovrana per ringraziarla per la sua munificenza che gli consentì di frequentare il Conservatorio di Milano.
Drammaturgia: Ettore Radice
Voci narranti: Guido Garlati, Ila Maltese, Dario Sarno

Domenica 29 ore 16,30 Teatro Binario 7 Sala Picasso, via Turati 8
Il canto delle montagne Lettura scenica con canti della montagna
«Mi occorre un mese di libertà, poi gli altri undici faccio tutto quello che vogliono gli altri». E per libertà, Margherita intendeva montagna. Ore e ore di cammino, notti in rifugio insieme alle guide, ristori all’aperto a base di polenta. Margherita di Savoia fu una pioniera dell’alpinismo femminile. Le sue imprese furono raccontate da riviste
italiane e straniere, tanto da essere nominata presidente onorario del gruppo femminile del Club Alpino inglese. Nel 1889 fu la prima donna a scalare il Monte Rosa, vetta a cui è dedicata la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa inaugurato nel 1893. 
Drammaturgia: Antonetta Carrabs e Ettore Radice
Voce narrante: Antonetta Carrabs
Con il Coro Alpino Fior di Montagna

DICEMBRE
Sabato 5 ore 18,30 Salone d’Onore – Villa Reale
Gran ballo a corte per la Regina
Sotto le imponenti volte piermariniane, tra il fruscio dei sontuosi abiti di seta, il luccichio dei cristalli e le note di valzer e quadriglie si riscopre il fascino immortale della prima Regina d’Italia nel luogo che lei amò più di ogni altro. Un Gran Ballo per vivere l’emozione ed il piacere per la musica, l’arte, l’abito e la cavalleria Ottocentesca.
Introduce Antonetta Carrabs
In collaborazione con Società di Danza Monza e Brianza