
Book city Monza 21 novembre ore 18,00 Teatro Binario 7
Testo e voce Antonetta Carrabs
con Milena Provenzi, medico psichiatra per un approfondimento clinico.
Info e prenotazioni: eventi@lacasadellapoesiadimonza.it
Poesia, fragilità e ricerca di senso attraverso l’opera di una delle più intense autrici del Novecento. Un’occasione unica per i ragazzi, per i genitori e gli educatori in cui l’arte, la musica, la drammaturgia e la psicologia dialogano per affrontare le tematiche più profonde dell’anima. Antonia Pozzi è stata una delle voci poetiche più intense e luminose del Novecento italiano.
Nei suoi versi – scritti prima di spegnersi a soli ventisei anni – si ritrova l’intera gamma delle emozioni giovanili: la sete d’infinito, il legame viscerale con la natura, la sofferenza per la complessità dei rapporti umani e una sensibilità così acuta da far male. Antonia si è interrogata sul senso della vita, sull’amore, sulla vocazione artistica e sul dolore di sentirsi incompresi. La sua poesia è un ponte diretto tra il suo tempo e il nostro, capace di parlare ai ragazzi e agli adulti di oggi con una freschezza e un’onestà disarmanti. Aveva 26 anni quando decise che la terra pesava troppo. Vogliamo abitare questo confine.
Vogliamo dare voce a quell’inquietudine che attraversa anche i ragazzi di oggi per celebrare il coraggio di essere fragili, perché la vera follia è non sentire nulla, ma è spesso anche il tempo di un’inquietudine profonda, un senso di inadeguatezza, il peso delle aspettative, la ricerca bruciante di un’autenticità che fatica a trovare spazio nel mondo adulto. C’è una forma di follia che non ha a che fare con la mente che si ammala, ma con il cuore che si rifiuta di indurirsi. E’ la follia di essere puri per il peso del sentire, di chi non sa mettere filtri tra sé e il mondo, di chi sente tutto, sente troppo, e si ritrova con la pelle troppo sottile per difendersi dalle difficoltà della vita.