MAGNIFICAT
donne straordinarie nei musei lombardi
da un’idea di Antonetta Carrabs
Le dame di Palazzo Litta nella Milano del Settecento
Venerdì 18 settembre ore 17,30 Palazzo Litta, Corso Magenta, 24 Milano.
Lo spettacolo è dedicato a Paola Litta Castiglioni Stampa e a sua figlia Margherita, animatrici dei più vivaci salotti illuministi milanesi.
Drammaturgia e voce Antonetta Carrabs. All’arpa Luisa Prandina, alla chitarra Roberto Porroni su spartiti di Mozart, Bach, Franck e Granados.

Il lungo e complesso lavoro di ricerca storica e di stesura dei testi è a cura di Antonetta Carrabs che ne è anche la voce recitante.

I musei non sono solo luoghi di conservazione, ma spazi abitati dalla memoria e dalle vite di chi li ha attraversati. Tra le loro sale, spesso in silenzio e lontano dai riflettori della grande storia, hanno vissuto e lasciato un’impronta profonda donne straordinarie. La storia, per secoli, ha parlato soprattutto al maschile. Nomi, imprese, alleanze e potere hanno costruito una narrazione che spesso ha lasciato ai margini le donne. Questo libro racconta la storia di donne appartenenti a grandi famiglie nobiliari, compagne e mogli di uomini di potere, protagoniste discrete ma decisive delle vicende che hanno attraversato la storia lombarda.
Donne che hanno abitato questi luoghi non solo come consorti, ma come custodi di patrimoni, promotrici di cultura, interlocutrici politiche e talvolta vere reggenti dell’equilibrio familiare e dinastico. Attraverso le loro vite si apre uno sguardo sui musei della Lombardia visti non più soltanto come spazi di esposizione, ma luoghi vissuti, abitati, attraversati da relazioni, strategie matrimoniali, scelte dinastiche. Le sale, gli arredi, le opere d’arte diventano così testimoni di una storia al femminile che si intreccia profondamente con quella del potere. Restituire voce a queste donne significa riconoscere il loro ruolo nella costruzione della memoria storica e culturale del territorio. Significa comprendere come, dietro i grandi nomi e le grandi famiglie, vi siano state figure femminili capaci di incidere sul destino dei casati e dei luoghi che oggi ammiriamo come patrimonio collettivo. Un invito a guardare i musei
con uno sguardo nuovo, non solo come custodi del passato, ma come case di storie, di donne e di vite che meritano finalmente di essere raccontate. La loro voce attraversa i secoli e restituisce umanità a luoghi che oggi osserviamo come testimonianze monumentali.

Attraverso il racconto diretto, il lettore entra nell’intimità di queste dimore e comprende come le donne abbiano contribuito a mantenere, trasformare e tramandare il prestigio dei casati nobiliari lombardi. Questa scelta narrativa non pretende di sostituirsi alla storia documentata, ma di affiancarla, offrendo una prospettiva nuova e necessaria. Dare voce a queste donne significa restituire dignità alla loro esperienza e riconoscere che il potere, anche quando non dichiarato, passa spesso attraverso chi lo abita e lo rende possibile. Ne emerge una storia al femminile che intreccia intimità e grande storia, memoria privata e patrimonio pubblico. In questo modo i musei vengono umanizzati, diventando non più luoghi soltanto da visitare, ma spazi che restituiscono vita, emozioni e memoria.
