Paolo Pezzaglia | Progetti Internazionali

Paolo PezzagliaPaolo Pezzaglia | Progetti Internazionali

Nato a Milano nel 1938. Alla formazione culturale scientifico-economica (laureato alla Bocconi) associa sensibilità umanistica che si esprime, fin dal 1955, in poesia. Un amore diviso solo con lo sport (campione nazionale jr. di hockey su ghiaccio).Lasciato lo sport agonistico per motivi di salute, dedica sempre più spazio alla poesia e nel 1960 – insieme con Bevilacqua e Alda Merini – è finalista al Premio “Lerici Pea”.

Nel 1961 è negli Stati uniti per uno stage all’Università della Virginia, incontra John Crockett (nipote del famoso David) che dopo aver letto qualche suo inedito, lo segnala a Montale. Al ritorno Pezzaglia incontra “Eusebio” e la “Mosca”, ben accolto nella loro casa di via Bigli. E’ un incontro vivace e proficuo, ricordato ne “Il Malincanto” in una delle “fabulae”.

Nel 1965 sposa Fiorella compagna fine e discreta delle sue battaglie nella vita e delle sue avventure culturali. Hanno tre figlie: Cristina, Antonella e Gisella. Il lavoro nell’azienda di famiglia e le grandi responsabilità che ne derivano lo costringono a frenare il suo amore per la poesia, senza però impedire di coltivare, in segreto, il lato umanistico della sua personalità. Infatti, oltre a non abbandonare mai la poesia e la letteratura, studia, tra l’altro yoga, filosofie orientali, esoterismo, anche sotto la guida di Francesco Solitario, professore di Estetica all’Università di Siena Arezzo, e ne diviene amico. E’ lui a spingerlo a pubblicare le sue poesie fino ad allora rimaste nel cassetto. Pezzaglia gliene ne sarà sempre riconoscente: la poesia salva la vita! Lo aspetta infatti al varco un lungo periodo di controversie legali ed economiche, collegate alla crisi del settore automobilistico, in cui ha lavorato – dirigente della ditta di famiglia e vice presidente del gruppo Anfia, presieduto da Giugiaro.

Oggi, chiuso finalmente quel doloroso capitolo, vive a Monza, libero finalmente di sperimentare la sua vena di ricercatore dello spirito e della bellezza.

Aveva inaugurato con successo la collana di poesia EOS della Prometheus nel 1990 con la raccolta L’Imbuto Rovesciato, seguita poi nel 1996 da Le Rughe della Luna, opera vincitrice del Premio Internazionale di Sicilia 1997 e, contemporaneamente, finalista al Premio Firenze 1997.

Pur restio a partecipare alle varie occasioni letterarie, Pezzaglia è stato premiato in precedenza anche ai Premi di Milano “Borgo degli Artisti” (1990), al Cesare Pavese (1990), di Savona (1990), di Lerici (1995).
L’ultima raccolta di poesia Il Malincanto ha vinto, ancora inedito, il 1° premio al “Triuggio” (2006) e, edito, una menzione d’onore al Premio Pinerolo (2008). Nel 2010 “Il Malincanto” è finalista al premio “Terre di Liguria”.

Tutti i suoi tre libri di poesia sono stati presentati, con buona accoglienza del pubblico, nella sala Maddalena di Monza nel 2008.

Il suo quarto, una prosa autobiografica è stato finalista al premio Empoli ed è stato pubblicato nel 2014 da Mursia: un fanta-mémoir – così lo definisce lui – e sembra divertito per la nuova definizione, ma la materia di questo libro La Mia Fabbrica per una Poesia non è un divertissement, anzi la materia è profonda e i temi toccati sono assai toccanti oserei dire deprimenti se non fosse che il suo stile, secco e fantasioso dà le ali a quei suoi dialoghi “quasi infernali”. Si tratta di poesia ma la materia è simile: i suoi orizzonti sono quasi apocalittici e terminali (chi lo presenta nel libro è Guido Oldani il noto poeta del “Realismo terminale”). Ma qui c’è forse qualcosa in più. Incredibile e improbabile riappare alla fine un barlume di speranza. Pezzaglia l’ha ritrovato nei suoi studi approfonditi di conoscenze occidentali (è stato anche insegnante di yoga). Una speranza di rinascita spirituale ritrovata quindi attraverso tortuosi itinerari suoi, non omologati.

Sta ora nel 2015 presentando un suo ultimo libro di poesie inedite con il quale vuole mettersi in discussione presentando anche suoi temi inediti come l’idea neo-tolemaica che può incuriosire e sorprendere, così poco omologata e coraggiosamente contro corrente, in questi tempi di positivismo e scientismo trionfante.

Ha collaborato con alcune riviste tra cui “Pane Quotidiano”, con articoli “Volare sul ghiaccio”, “Circoli di lettura”, “La scelta del maestro”. “Tracce dell’invisibile nella nostra età oscura”.

Ha scritto sul blog di “Moltinpoesia” che fa parte della Casa della Poesia di Milano.

Collabora con l’Alliance Française, fondando il circolo di lettura “Club Maupassant” e scrivendo sulla rivista “Sipay” edita nelle Seychelles, sulla rivista letteraria internazionale “Vents Elisées” edita a Budapest, della quale è referente per l’Italia.

Hanno parlato di lui le riviste “Arkete” con uno studio di Solitario “Esoterismo e simbolismo tradizionale in un poeta contemporaneo” e altre riviste locali (Vivere, Il Cittadino, Il Litorale, La Gazzetta di Lodi.)

Inoltre – stranezze di poeta – nel 2010 ha partecipato come Master ai Campionati Mondiali di Velocità su ghiaccio, e, qualche anno fa ha camminato sul fuoco…