
ORFEO
Pièce poetica di musica e danza a cura di Elisabetta Motta
Sabato 13 giugno alle ore 18,00 al Teatro di corte della Reggia di Monza
Vincenzo Zitello arpa e musiche di scena
Fulvio Renzi violino
Mariagiulia Leuzzi danza
Elisabetta Motta narrazione
Letture poetiche a cura di Davide Ferrari e Paola Turroni
Ospite: Luciano Ragozzino editore del Ragazzo innocuo
Per prenotazione: eventi@lacasadellapoesiadimonza.it
Descrizione del progetto:
Il progetto prende ispirazione dai dodici brani che compongono Orfeo, ciascuno dedicato a una figura del mito — Orfeo, Euridice, Ninfa, Satiro, Aristeo, Cerbero, Caronte, Stige, Spiriti, Plutone, Proserpina, Euridice — reinterpretata non secondo la tradizione letteraria, ma come simbolo di uno stato emotivo e di una soglia interiore nel percorso tra perdita, trasformazione e rinascita.
La musica costruisce così uno spazio dell’anima più che una narrazione lineare: una dimensione sospesa fatta di atmosfere, visioni e attraversamenti interiori, in cui il tempo si dilata ed entra in relazione con l’immaginazione e con il divenire personale. L’ascolto diventa esperienza immersiva, contatto e trasformazione.
Il progetto porta con sé una dimensione quasi sciamanica — la discesa, il passaggio nell’oscurità, il ritorno alla luce — senza però ricorrere a sonorità etniche. La ricerca musicale si avvicina piuttosto al linguaggio della musica classica contemporanea, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali: archi, ottoni e legni, con la presenza centrale dell’arpa celtica di Vincenzo Zitello e del tamburo a cornice, che accompagnano il percorso sonoro dell’opera.
Dopo aver ascoltato i brani musicali, dodici poeti della scena contemporanea — Davide Ferrari, Davide Rondoni, Paola Turroni, Anita Piscazzi, Paola Goretti, Giancarlo Pontiggia, Fabio Pusterla, Corrado Bagnoli, Massimo Morasso, Stefano Raimondi, Marco Vitale e Francesco Macciò — hanno composto testi poetici ispirati liberamente
alle musiche di Zitello e alla varie figure mitologiche.
Le poesie, che mantengono i titoli dei brani sono state raccolte in una preziosa edizione d’arte a tiratura limitata – che contiene un testo critico di Elisabetta Motta, curatrice del volume – pubblicata dalle Edizioni Il Ragazzo Innocuo dell’editore milanese Luciano Ragozzino – autore anche dell’incisione originale che impreziosisce il volume – che sarà ospite della serata.
La rappresentazione al Teatro di Corte costituisce l’anteprima assoluta della pièce, che unisce musica dal vivo, letture poetiche e danza. Le letture saranno affidate a Paola Turroni e Davide Ferrari, attori e poeti che oltre ad essere presenti nel libro d’artista come autori hanno già collaborato con Vincenzo Zitello ed Elisabetta Motta nei loro concerti poetici Mostri e prodigi e Le voci della rosa ispirati ai relativi libri (Pendragon) e cd, portati in scena anche nella Villa Reale di Monza.
L’introduzione al mito di Orfeo sarà curata da Elisabetta Motta, saggista, autrice e vicepresidente de La Casa della Poesia di Monza.
La danza sarà affidata a Mariagiulia Leuzzi, che oltre ad essere ballerina è coreografa, ricercatrice e formatrice di danza contemporanea. È nota per il suo approccio autoriale e multidisciplinare, che unisce l’espressione corporea a progetti di ricerca artistica, drammaturgia e performance dal vivo. Danzerà intrepretando quattro pezzi musicali registrati facenti parti del cd Orfe,o mentre i maestri Vincenzo Zitello e Renzi eseguiranno dal vivo alcuni brani del nuovo lavoro rispettivamente con arpa celtica e violino.
Orfeo si presenta così come un’esperienza artistica intensa e multidisciplinare, capace di intrecciare musica, poesia e movimento in un unico viaggio emotivo tra ombra e luce. In un tempo in cui il linguaggio artistico tende spesso alla frammentazione, il progetto recupera invece una dimensione profondamente unitaria dell’arte, dove parola, suono e corpo dialogano in modo organico e necessario.
L’anteprima alla Reggia di Monza assume così il valore di un evento culturale di particolare rilievo: non soltanto uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva che invita il pubblico a confrontarsi con i temi universali del mito — il limite, la perdita, il desiderio di rinascita — restituendoli in una forma contemporanea, poetica e profondamente evocativa.


