22 MARZO| Anime del fiume. Storio controcorrente lungo l’Adda

Anime del fiume. Storio controcorrente lungo l’Adda

Foto di Bruno Zanzottera utilizzata per la copertina del volume
Foto di Bruno Zanzottera utilizzata per la copertina del volume

In occasione de 22 marzo 2026, Giornata Mondiale dell’Acqua, la Casa della poesia di Monza ha portato al Binario 7 Anime del fiume. Storie controcorrente lungo l’Adda, spettacolo tratto dal volume omonimo di Chiara Corno e Bruno Zanzottera, pubblicato da Edizioni Graphital. L’iniziativa, che ho curato e presentato, ha proposto un viaggio nell’identità di un fiume che non è stato raccontato soltanto come elemento del paesaggio, ma come organismo vivo, capace di custodire la memoria dei luoghi e delle comunità che attraversa.

L’Adda è un fiume osservato da una prospettiva laterale, lontana dalle sole narrazioni più note che lo hanno legato a figure come Leonardo e Manzoni. Al centro sono piuttosto le persone che lungo le sue rive hanno costruito un rapporto quotidiano e concreto con l’acqua: pescatori, lavoratori, custodi di memorie, abitanti, uomini e donne che ne hanno seguito i mutamenti e ne hanno condiviso la storia. È da queste esistenze, spesso rimaste ai margini delle grandi narrazioni, che prende forma il racconto «controcorrente» evocato dal titolo.

Il fiume diventa così una figura capace di tenere insieme dimensioni diverse: natura e lavoro, memoria e trasformazione, storia e presente. Bagna, nutre, delimita, ma nello stesso tempo collega. Il suo corso attraversa la pianura e risale verso il lago di Lecco, componendo una geografia fatta non soltanto di acque e paesaggi, ma anche di insediamenti, archeologia industriale, vicende umane e tracce di una civiltà che intorno all’acqua ha costruito parte della propria storia.

Sul palcoscenico questa materia è stata restituita attraverso un linguaggio che ha intrecciato parola, musica e immagini. Le letture sceniche di Lilli Valcepina hanno dato voce ai testi di Chiara Corno, trasformando il reportage in una narrazione teatrale capace di muoversi fra memoria e presente, mentre le fotografie di Bruno
Zanzottera hanno costruito sul fondale una sorta di atlante visivo dell’Adda: paesaggi, volti, dettagli, luoghi nei quali la presenza del fiume si fa concreta e riconoscibile.

Vincenzo Zitello, Lilli Valcepina, Elisabetta Motta, Bruno Zanzottera
Vincenzo Zitello, Lilli Valcepina, Elisabetta Motta, Bruno Zanzottera

A scandire il racconto, le musiche originali del maestro Vincenzo Zitello, eseguite dal vivo all’arpa celtica e in live electronic, insieme al violino e al live electronic del maestro Fulvio Renzi. Il suono ha seguito il movimento dell’acqua senza limitarsi ad accompagnarlo: ha creato una dimensione ulteriore, fatta di correnti, sospensioni, risonanze, lasciando che la musica entrasse nel racconto come una seconda voce.

Fulvio Renzi (violino) e Vincenzo Zitello (terra)
Fulvio Renzi (violino) e Vincenzo Zitello (terra)

Ne è scaturita una vera poesia scenica, nella quale l’Adda ha smesso per una sera di essere soltanto un luogo geografico per diventare una figura del nostro rapporto con il mondo naturale. Il fiume, con la sua capacità di trasformare lentamente ciò che incontra, ha ricordato anche la fragilità di un equilibrio dal quale dipendono paesaggi, comunità e forme di vita.

È forse questo il significato più profondo di Anime del fiume: non soltanto raccontare l’Adda, ma restituirgli una voce. E attraverso quella voce riportare al centro una domanda che la Giornata Mondiale dell’Acqua rinnova ogni anno: quale rapporto vogliamo ancora costruire con l’acqua, con i fiumi e con i territori che da essi dipendono?

Il pubblico del Binario 7 ha seguito questo percorso lasciandosi condurre dalle parole, dalle immagini e dalla musica lungo un fiume che, nella narrazione di Corno e Zanzottera, non scorre semplicemente attraverso un territorio, ma ne custodisce la memoria e, ancora oggi, ne interroga il futuro.

 

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