Primary Navigation

  • Home
  • Mirabello Cultura
  • Premio Poesia Monza
  • Chi siamo
    • Consiglio Direttivo
      • Antonetta Carrabs | Presidente
      • Elisabetta Motta | Vicepresidente
      • Iride Enza Funari | Segretaria
      • Luigi Somma | Tesoriere
      • Ettore Radice | Rapporti con la Stampa
      • Giulia Occorsio
    • I nostri scopi
    • Dove siamo
    • Partner e Sponsor
      • Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
      • Zeroconfini Onlus
    • Artisti
    • Pubblicazioni
    • Gallery
    • Annunci
    • Canale youtube
    • Video
    • Stampa
  • Associati
  • Contatti
Sei qui: Home > I finalisti del Premio Morra 2016

I finalisti del Premio Morra 2016

Pubblicato da La Casa della Poesia di Monza - 21/06/2016

PREMIO ISABELLA MORRA 2016

I finalisti sezione A)
  • Renato Ornaghi finalista Premio Morra 2016
  • Sonia Orsi - finalista Premio Morra 2016
  • Renato Ornaghi finalista Premio Morra 2016
  • Mariastella Eisenberg - finalista Premio Morra 2016
  • Claudia Cangemi e Isabella Scotti - finaliste Premio Morra 16

Claudia Cangemi

A Etty Hillesum

Voce di pace
soffocata alla foce
dalla più atroce
e bestiale ferocia

Pensiero affilato
come lama di luce
a smascherare i mostri
abortiti nelle tenebre

Anima ardente
di fede laica e pura
hai portato nel lager
la libertà più vera

Il tuo sguardo fiero
ci insegna l’eroismo
disarmato d’amore
che sfida l’odio cieco

Claudia Cangemi

Ada Crippa

Lei

Non fu mai fedele al recinto
lei
inebriata d’azzurro
allentava le catene degli sguardi
possessivi ad ogni passo

vasto è l’universo
e senza visibili sponde
sapeva che nella spinta all’alto
trovava remi e barche
ad insegnarle porti
nei mari eterei
della libertà

Ada Crippa

Renato Ornaghi

Monza Heroin

Sciolta dalla ‘ndrangheta e fatta brodo
Primordiale, fango di proteine
Sparso a concimare tra le cascine
Di Monza, ma prima stretta col nodo
Scorsoio alla gola, sfregiata e todo
Modo seviziata, ingiuriata e infine
Orinata in volto (gli occhi latrine
E la bocca fogna), infilzata al chiodo
Dell’infamia per avere parlato
A chi non doveva ascoltare; voce
Maciullata, lingua che ha speso il fiato
E ha pagato dazio nel bagno atroce
Dell’acido, muta per sempre al prato
Che giù decomposta l’ha presa in croce.

Renato Ornaghi

Sonia Orsi

Nei giorni in cui ho voluto amare
avevo perle negli occhi
e rami di ciliegio intorno al cuore

un airone è caduto stanco fra le foglie…

Pendo da un cielo scarlatto
e passeggio
funambola fra sospiri e vertigini

L’altalena dondola
dalla luna gialla,
i mulini spargono pensieri e molliche di pane
i piedi inseguono la vita
ed io
scrivo sabbia in un calamaio di stelle

Correrò e urlerò canzoni
ai soldati sdraiati sulla terra
e fra le pianure nere
le mie lacrime bagneranno i loro occhi

Non sento che vento
e campane nel silenzio,
bianche chiese
e candele accese

Apro le mie mani vuote di fiori
Dove troverò preghiere?

Sonia Orsi

Isabella Scotti

Aprile

Il glicine
abbraccia le ringhiere.
Mi inebrio e
danzo,
baccante
fra grappoli
di diafana ametista.

Isabella Scotti

Federico Zucchi

Nessuna pietà per i colibrì
In ricordo di Shaimaa El Sabbagh e Giulio Regeni

Non mi abbandona il tuo volto
né il tuo torace che si accascia
come un’anfora disciolta.
Vorrei sollevarti, Shaimaa,
per ricomporre di zolle
la faglia dischiusa dal folle.

C’è una ferocia che si appoggia al deserto
che corre lungo le traversine dei porti
dentro i cuori dominati dai morti.
Una ferocia che il tuo corpo in caduta
subisce e sovverte con tragico slancio.

Non mi abbandona il tuo volto
steso sulla polvere sconcia come
un martoriato punto interrogativo.
Vorrei sollevarti Giulio, lasciarti
ideare nuovi varchi di studio
per confutare la morte con scasso.

C’è una ferocia che ammorba
il respiro del mondo, che porta
i corpi in rivolta a subire soprusi
nel buio scabroso delle segrete
nel pugno drogato della tortura.

Miei cari mai visti, possa
il vostro rotto respiro
ispirare una forma
diversa di rotta.

Federico Zucchi

Mariastella Eisenberg

Fuori posto ovunque       “ Ribellione “
in eleganza
e
in dolore
ovunque.
Vidi
occhi d’anima
un ricordo
mi ci rifugiai
trovai cenere calda
e,
per poco,
  mi si scaldò il cuore.

Sfrenato
gioisce il tempo al mio pianto ribelle:
nessuno
né amico
né amante
può consolarmi da me stessa.

Mio
è pane nudo:
madre mia notte
pietà di me
nei sogni.

Mariastella Eisenberg
Posted in Isabella Morra 2016 Tagged 2016, Poesia

Articolo scritto da La Casa della Poesia di Monza

Iscriviti

← Precedente Successivo →

Diventa Socio

La Casa della Poesia di Monza - Diventa Socio - Clicca l'immagine per ingrandire.

Partner e Sponsor

Consorzio Villa Reale e Parco di Monza


Zeroconfini Onlus

Iscriviti per eventi e novità

Le nostre pagine

La Casa della Poesia di Monza
Premio Aurelia Josz
Poeti per la cultura di pace

Siti amici

Associazione Zero Confini
ADA Associazione Danze Antiche
La Vita Felice Editore
absolutiis soluzioni informatiche

Annunci:

logo Ministero Beni Culturali

Investi nell’arte e scopri come pagare meno tasse

Posted: 02/01/2017

Investire in cultura significa investire nella crescita economico-sociale del Paese attraverso una azione comune di risorse pubbliche e private.

Cerca nel sito

  • Contatti
  • La Casa della Poesia di Monza
  • Design / Webmaster

Copyright © 2026 La Casa della Poesia di Monza.

La Casa della Poesia di Monza - Viale Cavriga n.7
Ingresso Porta Villasanta - Parco di Monza - 20900 Monza (MB)
info@lacasadellapoesiadimonza.it - C.F.: 94623880153
Realizzazione siti web absolutiis