NEL NOME DI MARGHERITA
CENTO ANNI DOPO (1926–2026)
Direzione artistica Antonetta Carrabs – Ettore Radice
Rassegna culturale nel 100°anniversario della morte della Regina Margherita
La Regina amava la poesia, la letteratura, la musica, con la passione per le auto, i cavalli, gli aeroplani, la montagna (fu la prima donna a scalare il Monte Rosa, una delle più alte vette delle Alpi). Con la Reggia monzese stabilì da subito un legame profondo. Insieme al re Umberto I vi soggiornò sempre volentieri ogni anno, tra giugno e ottobre, sino al 1900. Rinnovò profondamente la vita della corte sabauda a Roma come a Monza, aprendola alla mondanità e alla cultura, circondandosi di poeti, intellettuali e artisti.
Il suo circolo letterario fu frequentato da Marco Minghetti, dallo storico Ferdinand Gregorovius, il filologo Ruggiero Bonghi, il politico Emilio Broglio, il barone archeologo Giovanni Barracco.
Fonderà a Roma, con Giovanni Sgambati, il Conservatorio di Santa Cecilia. Per sé e per i suoi ospiti fece allestire una Sala da Musica al Quirinale dove suonava il suo quintetto di corte che, Regio Decreto, dal 1893 si chiamò Quintetto della Corte di S. M. la Regina; amò soprattutto le opere di Beethoven e volle che fossero eseguite, in ordine cronologico, tutte le composizioni del genere detto musica da camera, grande ammiratrice di Lorenzo Perosi.
A Monza, nella residenza reale, fece realizzare una splendida biblioteca in noce, un ambiente fra quelli a lei più cari. In una lettera del 6 luglio 1882 scrisse: “Qui a Monza facciamo vita tranquilla, studio, vado molto in giardino, molto a cavallo. Seguito ad occuparmi di studi danteschi, che sono la mia passione nascosta, poi ho intrapreso Mommsen, che trovo bello e non così pesante quanto detto di essere”.
