Primary Navigation

  • Home
  • Mirabello Cultura
  • Premio Poesia Monza
  • Chi siamo
    • Consiglio Direttivo
      • Antonetta Carrabs | Presidente
      • Elisabetta Motta | Vicepresidente
      • Iride Enza Funari | Segretaria
      • Giovanna Pezzillo | Segretaria
      • Luigi Somma | Tesoriere
      • Ettore Radice | Rapporti con la Stampa
      • Giulia Occorsio
    • I nostri scopi
    • Dove siamo
    • Partner e Sponsor
      • Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
      • Zeroconfini Onlus
    • Artisti
    • Pubblicazioni
    • Gallery
    • Annunci
    • Canale youtube
    • Video
    • Stampa
  • Associati
  • Contatti
Sei qui: Home > Un preludio a più voci per la Giornata mondiale della poesia | Vorrei | Marzo 2016

Un preludio a più voci per la Giornata mondiale della poesia | Vorrei | Marzo 2016

Pubblicato da La Casa della Poesia di Monza - 25/03/2016
Vorrei.org - Clicca per visitare la fonte.
Vorrei.org – Clicca per visitare la fonte.

Scarica il pdf dell’articolo:

Un preludio a più voci per la Giornata mondiale della poesia – Marzo 2016 – Vorrei – Rivista non profit di cultura, ambiente e politica

DI CARMELA TANDURELLA
22 MARZO 2016

Vorrei marzo 2016 Giornata mondiale della poesia

Al Teatrino di Corte della Villa Reale la testimonianza di Franco Loi, la poesia dialettale di Davide Ferrari e il reading di tanti giovani poeti

Fotografie di Alessandra Citterio

Primi giorni di primavera, giorni di festa per i luoghi dell’arte e della poesia, giorni per riaccostarci  a una bellezza che dovrebbe renderci  più umani.

La Casa della poesia di Monza non cessa mai, in verità, di fornircene occasioni e richiami. Come preludio alla Giornata mondiale della poesia, ha allestito domenica 20 marzo un incontro a più voci in cui si è potuto assistere quasi al passaggio del testimone tra un grande poeta carico di anni e di riconoscimenti e un giovane da lui ispirato e incoraggiato a intraprendere una ricerca espressiva nel segno della autenticità e della libertà dagli schemi della tradizione: Franco Loi è tornato sul palco del Teatrino della Villa Reale per presentare, introdotto da Elisabetta Motta, i libri di Davide Ferrari,  Dei pensieri la condensa (Manni, 2015) e Ersilia (Il ragazzo innocuo, 2015).

Sono, questi,  i primi libri di poesia dialettale pubblicati da Ferrari, pavese, già autore del volume di versi La cenere dei bordi, e del poema Eppure c’è una meta per quel fiato d’universo,>vincitore del Pop Science Poetry 2014,>nonché attore e regista (dirige la compagnia del carcere di Voghera): che al dialetto racconta di essere approdato solo dopo un percorso nel quale Franco Loi ha avuto un ruolo fondamentale. Pur avendo appreso nell’infanzia, dalla sua tata, il dialetto pavese, e pur amando molto i poeti dialettali, risentiva forse ancora nel suo lavoro espressivo  l’imbarazzo del bambino a cui si chiedeva di esibirsi nella parlata dialettale, avvertita allora quasi come esclusiva degli anziani; solo un dolore personale molto intenso ha liberato quella voce, quella parlata popolare che Ersilia, la sua tata, preferiva usare con lui,  nella consapevolezza di non padroneggiare bene l’italiano e nel desiderio di una “pulizia” del sentire e del dire. I primi versi dialettali, scritti come in trance, hanno incontrato l’apprezzamento di Loi: il libro è stato scritto in sette giorni, come scaturendo direttamente dall’inconscio e da quell’infanzia prima messa a tacere.

Vorrei marzo 2016 Giornata mondiale della poesia

Loi gli ha insegnato tanto, pur non dissertando mai direttamente di poesia: dopo averlo incontrato, il giovane Ferrari ha bruciato tutta la sua prima produzione, scoprendone all’improvviso il carattere poco genuino, l’impronta della tradizione scolastica; ha appreso da Loi la necessità di una poesia che porti più vicini a se stessi e che metta in relazione con gli altri, e di un’ espressione che corrisponda alla pulizia del sentire.

Come in Da bambino il cielo, il romanzo autobiografico di Franco Loi: la testimonianza torna sul tema del dialetto, della lingua parlata dal popolo, come lingua originaria, rispetto alla quale le cosiddette lingue nazionali corrispondono ad operazioni politiche di unificazione territoriale o di dominio  sovranazionale. Il dialetto milanese Loi non lo ha appreso in famiglia, non dal padre, sardo, né dalla madre, emiliana: lo ha appreso fuori di casa, dalla gente del popolo con cui è entrato in relazione. Il popolo è più attento alla sonorità delle parole ed esprime la sua esperienza nel parlato in modo spontaneo, costruendo inconsapevolmente le proprie regole linguistiche: e l’esperienza del popolo è quella della durezza del lavoro, che però è anche motivo di orgoglio e oggetto d’amore. In poesia importa il ritmo, è l’eco delle parole  che ti conduce, non la costruzione grammaticale: gli accade solo in Italia, dice Loi, di essere costretto, nelle letture pubbliche, a tradurre in italiano i suoi versi, mentre all’estero i versi letti direttamente in milanese trovano accoglienza immediata.

Vorrei marzo 2016 Giornata mondiale della poesia

Alla domanda se la poesia sia una questione di sguardi, Loi risponde che non si tratta solo di guardare il mondo con meraviglia e stupore, ma, prima ancora, di essere attenti a quel che accade in noi mentre viviamo. Spesso guardiamo il mondo con occhi altrui: è il meccanismo della pubblicità, e del conformismo. Ogni volta, invece, che un uomo guarda alla vita con amore e ascolta quel che accade dentro di sé, sarà creativo, qualunque sia il suo lavoro e il suo campo d’esperienza. Anche temi semplici e quotidiani come quelli proposti da Ferrari diventano materia di poesia: si tratta di entrare in sintonia con la vita e con noi stessi, perché il nostro inconscio ne sa più di noi. Morire è meno peggio che vivere nella sordità verso la vita.

Sui motivi ispiratori della poesia di Ferrari, Elisabetta Motta, che ha curato l’introduzione critica a Ersilia, si sofferma evocando il tema del rapporto tra poesia e mistero, oggetto di un suo saggio di prossima pubblicazione.  In Dei pensieri la condensa, l’autore  propone personaggi che dialogano sull’ esistenza, proprio come in Voci d’osteria di Franco Loi,affrontando>temi che corrispondono alle tre sezioni in cui il libro è diviso:  Al temp, I Sänt, La mort.  L’autore legge e commenta alcuni di questi brani, sentendosi quasi sempre in obbligo di tradurre, anche se davvero la musicalità tipicamente lombarda del suo dialetto convince con immediatezza, corrispondendo in modo più intimo al sentire di quel mondo e di quei personaggi.

Vorrei marzo 2016 Giornata mondiale della poesia

L’intermezzo musicale all’arpa di Claudia Nicola, diplomata al Conservatorio di Novara,  introduce alla seconda parte della serata, presentata da Laura Piazza, un’attrice che ha curato e realizzato con il poeta Davide Rondoni  un progetto di teatro e poesia. Una piccola rassegna di autori di diversa provenienza ed esperienza che propongono un reading dei loro componimenti:Lorenzo Babini da Ravenna, Flavia Cruciani, romana,archeologa e storica dell’arte, Gloria Civardi, autrice di racconti e poesie di viaggio, Massimiliano Mandorlo, emiliano, Gianni Salis, sardo, musicologo. Con la sua Ninna nanna hunderground dedicata ad un padre pakistano che cullava il suo bambino sulla metropolitana londinese e con i versi diMajakovskij recitati con grande intensità da Laura Piazza. si conclude un incontro che con la poesia ha voluto celebrare La forza delle parole:

Sovente
le buttano via,
senza strapparle, senza pubblicarle.
Ma la parola galoppa
con le cinghie tese
tintinna per secoli
e i treni s’apprestano
a leccare
le mani callose della poesia.
Io conosco la forza delle parole.
Parrebbe un’inezia,
un petalo caduto
sotto i tacchi di una danza.
Ma l’uomo con l’anima,
con l’anima, con le labbra, con lo scheletro…

Vladimir Majakovskij

Fonte: Vorrei | © Editore Associazione culturale Vorrei
Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti della rivista senza l’autorizzazione esplicita di autori ed editore.

Posted in Mirabello Cultura 2016, Stampa Tagged 2016, Giornata Mondiale della Poesia, Poesia

Articolo scritto da La Casa della Poesia di Monza

Iscriviti

← Precedente Successivo →

Diventa Socio

La Casa della Poesia di Monza - Diventa Socio - Clicca l'immagine per ingrandire.

Partner e Sponsor

Consorzio Villa Reale e Parco di Monza


Zeroconfini Onlus

Iscriviti per eventi e novità

Le nostre pagine

La Casa della Poesia di Monza
Premio Aurelia Josz
Poeti per la cultura di pace

Siti amici

Associazione Zero Confini
ADA Associazione Danze Antiche
La Vita Felice Editore
absolutiis soluzioni informatiche

Annunci:

logo Ministero Beni Culturali

Investi nell’arte e scopri come pagare meno tasse

Posted: 02/01/2017

Investire in cultura significa investire nella crescita economico-sociale del Paese attraverso una azione comune di risorse pubbliche e private.

Cerca nel sito

  • Contatti
  • La Casa della Poesia di Monza
  • Design / Webmaster

Copyright © 2026 La Casa della Poesia di Monza.

La Casa della Poesia di Monza - Viale Cavriga n.7
Ingresso Porta Villasanta - Parco di Monza - 20900 Monza (MB)
info@lacasadellapoesiadimonza.it - C.F.: 94623880153
Realizzazione siti web absolutiis