4 Responses

  1. Giancarlo Colella
    Giancarlo Colella at | | Rispondi

    Sarei interessato a partecipare alla prossima edizione del vostro concorso poetico. Prego, perciò, volermi informare del prossimo bando. Grazie.

    1. Diana Battaggia
      Diana Battaggia at |

      Grazie! Non appena disponibile il bando, ne daremo avviso. Un cordiale saluto

  2. Annamaria Bonanome
    Annamaria Bonanome at | | Rispondi

    Ahimè ma quale Goliardia ha letto chi scrive questo articolo?
    “Solitudine”? “emarginazione coatta dal mondo esterno che le ha private della libertà (vere e proprie recluse)”? Non conosco purtroppo Isabella Morra ma questo ritratto non ha niente a che vedere con Goliardia.
    Che, tra l’altro, in Sicilia non scrive proprio nulla! E come avrebbe potuto? Parte per Roma a 17 anni….

    1. Diana Battaggia
      Diana Battaggia at |

      Gentile Signora, grazie per essere transitata sul nostro sito riservando attenzione al bando del Premio Isabella Morra.
      Per quanto riguarda Goliarda (non Goliardia come lei cita), siamo felici dell’interesse che lei manifesta nei confronti della scrittrice, poeta, attrice etc. e degli approfondimenti che sicuramente avrà operato per conoscerla meglio. Nel rispondere al suo commento, non ci soffermiamo sul confronto fra le due donne (Morra e Sapienza) considerando la sua affermazione che attesta la non conoscenza di Morra (se vorrà assumere informazioni, troverà una storia drammatica che val la pena di leggere). Nello specifico di Goliarda, la “solitudine” è quella condizione da lei “scelta” che l’ha vista allontanarsi dai salotti modaioli di Roma, abbandonando le frequentazioni, per scrivere i romanzi. Delusa da una serie di rifiuti e mancata considerazione negli ambienti del cinema e letterari, Goliarda si ritira per 20 anni a Gaeta (“reclusa” per sua scelta), sul mare, per scrivere. Nel nostro bando non è scritto da nessuna parte che Goliarda ha composto in Sicilia, anche se più volte è tornata con il marito Pellegrino. – Il bando cita: “Analoga per le due poetesse, pur se in periodi diversi, è la provenienza: Il Sud Italia, una Lucania ubertosa, ma sassosa al tempo stesso, per Isabella e una Sicilia colma di colori per Goliarda, dove il mare è stato il compagno più fedele mentre scriveva in solitudine”. Il riferimento ai colori caldi, alla luce della Sicilia deriva dalla sua “ancestralità” siciliana (“Voce di donna, voce di Goliarda Sapienza” di A. Toscano, A. Trevisan, F. Michieli).
      Al volume sopra citato la rimandiamo – ma possiamo ritenere che già sia a sue mani – e a “Goliarda Sapienza – una voce intertestuale” di A. Trevisan per supportare ulteriormente la conoscenza di Goliarda. Noi, “chi scrive questo articolo”, ci siamo documentati perché non è nostra consuetudine improvvisare.
      Grazie.

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